CASO STUDIO DI: silvana

Aveva toccato uno stato di gioia totale, poi l'aveva perso… oggi lo ha ritrovato: "Questo è quello che cercavo": La storia di Silvana.

La storia di una riflessologa plantare che lavorava già sui piedi… ma che non conosceva la semplicità del metodo!

"Mi alzavo la mattina e non vedevo l'ora di incontrare le persone, perché adoravo tutti. È durato mesi. Poi l'ho perso. E ho passato vent'anni a cercare la via del ritorno."

C'è una cosa che accomuna tanti cercatori di lunga data, e di cui quasi nessuno parla. Non stanno cercando qualcosa di nuovo: stanno cercando la strada di casa. Uno stato di pace, di leggerezza, di amore per tutto, assaggiato una volta, magari per caso, e poi svanito. Da lì in poi ogni corso, ogni tecnica, ogni disciplina diventa un tentativo di tornare lì.

Ne sa qualcosa Silvana. Più di vent'anni fa, durante un corso di crescita personale che lavorava sui traumi dell'infanzia, le è successo qualcosa che non stava cercando: si è ritrovata in uno stato di gioia e connessione totale. Per mesi ha vissuto così.

"Mi alzavo la mattina e non vedevo l'ora di incontrare le persone, perché adoravo tutti. Sentivo le emozioni in un modo fortissimo, guardavo un film e dovevo scrivere per lasciare andare. Scrivevo poesie di getto, tutte in rima. Cose che io normalmente non so fare."

Poi è arrivata una grossa delusione, un trauma. E quello stato si è smorzato, piano piano, fino a sparire. Silvana si è richiusa. C'erano i loop che le dicevano: proteggiti. Ed è ricaduta in quella che oggi chiama "la realtà dei loop".

I vent'anni successivi sono stati

una ricerca metodica della via del ritorno: master di reiki, naturopatia, riflessologia plantare. E qui c'è il dettaglio che rende la sua storia quasi ironica. Silvana era arrivata da sola a una conclusione giusta, "il corpo raccoglie tutto", diceva. Per questo aveva scelto la riflessologia plantare: perché i piedi raccolgono tutto il corpo.

Era già sui piedi. Da anni. Le mancava solo il Metodo per lavorarci.

E c'era un altro ostacolo, più sottile. Chi ha vissuto un'esperienza come la sua spesso incontra maestri e santoni che di quello stato parlano in continuazione, trasformandolo in una meta da inseguire con incensi e rituali. Il risultato è il contrario di quello che serve: si scambia il risultato per la chiave. È uno dei motivi per cui Andrea di certe esperienze parla pochissimo, e solo per accenni, non vuole che le persone emulino o rincorrano. Prima si tolgono i loop, il resto è conseguenza. Ed è stato proprio uno di quegli accenni, sentito quasi tra le righe, a far scattare qualcosa in Silvana: "È la prima volta che sento qualcuno che ha avuto la mia stessa esperienza." Ha visto il libro Non penso dunque amo presentato sul Giardino dei Libri, l'ha comprato, poi ha seguito la Lampada di Al Magrino.

"Forse l'ho capito subito, che poteva essere la strada. Per quello ho insistito, sennò, con tutte le cose che ho provato, magari avrei mollato prima."

Ci ha messo un paio di settimane a incastrarsi, cioè a fare le sessioni del Metodo con un'altra persona. Poi la frase che riassume tutto, quella che ha detto a qualcuno dei suoi: "Dopo vent'anni ho trovato quello che cercavo."

Cosa fa la differenza, per una che di tecniche ne mastica da una vita? "È l'unica cosa che ho trovato che riesce a sciogliere veramente le emozioni bloccate da chissà quando. Anche se ci avevo già lavorato, tornavano fuori. Adesso i ricordi che mi facevano male riesco a lasciarli andare." Il lavoro non è sul pensiero, non è sul ricordo: porti l'attenzione sulla sensazione fisica, tra pancia, petto e gola, che tiene in vita il loop. La guardi, la senti, la lasci andare. E quello che resta, quando il loop molla la presa, è lo stato Senzamente: la casa che Silvana cercava da vent'anni.

E poi ci sono gli incastri, di cui parla come di una seconda famiglia: "Mi sono innamorata di alcune persone. Ti puoi permettere di piangere, di ridere, di raccontare cose intime, e ti fidi. A qualcuno ho detto: sei la sorellina che non ho." Le capita perfino di scoprire che la persona con cui si incastra sta lavorando esattamente sulla sua stessa cosa. Lo trova divertente. Forse non è un caso.

Oggi Silvana dice una cosa semplice: col Metodo sta ritrovando la felicità. Non inseguendo lo stato che aveva perso, sciogliendo, uno alla volta, i loop che le impedivano di tornarci.

La mia storia

Più di vent'anni fa ho fatto un corso di crescita personale in cui si lavorava sui traumi dell'infanzia. E lì mi è successa una cosa che non cercavo: sono entrata in uno stato di gioia e di connessione che non sapevo esistesse. Era magnifico vivere così. Mi alzavo la mattina e non vedevo l'ora di incontrare le persone, perché adoravo tutti. Sentivo le emozioni fortissime: guardavo un film e poi dovevo scrivere per lasciare andare. Scrivevo poesie di getto, tutte in rima, cose che normalmente non so fare. È durato diversi mesi. Poi ho avuto una specie di trauma, una grossa delusione, e pian piano quello stato si è smorzato.

Mi sono richiusa. C'erano i loop che mi dicevano: proteggiti. E sono ricaduta nella realtà dei loop.

Da lì ho fatto un po' di tutto per ritrovare quello stato: sono master di reiki, sono riflessologa, sono naturopata. Con tutte le cose che ho fatto ero arrivata a una conclusione: il corpo raccoglie tutto. Per quello mi sono messa a fare la riflessologa plantare, perché i piedi raccolgono tutto il corpo. Ero rimasta lì, sul corpo. Però il Metodo non l'avevo trovato.

In vent'anni questa esperienza non l'ho raccontata quasi a nessuno. Io non sono nessuno: chi può credermi? È pieno di gente famosa che racconta cose così. Però quando ho difficoltà me la ricordo. Mi dico: ok, mi ricordo lo spazio vuoto.

Poi ho sentito Andrea. Faceva degli accenni minimi, però io dicevo: questo ha avuto la mia stessa esperienza. È la prima volta che sento qualcuno così. Ho visto il libro sull'amore, Non penso dunque amo, presentato sul Giardino dei Libri, l'ho comprato, e poi ho seguito la Lampada di Al Magrino.

Forse ho capito subito che poteva essere la strada, e per quello ho insistito. Sennò, con tutte le cose che ho provato, magari avrei mollato prima. Ci ho messo un paio di settimane a incastrarmi. E mi sono innamorata di alcune persone: negli incastri ti puoi permettere di piangere, di ridere, di raccontare cose intime, e ti fidi. A qualcuno ho detto: sei la sorellina che non ho.

Il Metodo è l'unica cosa che ho trovato che riesce a sciogliere veramente le emozioni bloccate da chissà quando. Mi tornano fuori ricordi che mi facevano male, e riesco a lasciarli andare. A qualcuno l'ho detto: dopo vent'anni ho trovato quello che cercavo. Col Metodo sto ritrovando la felicità.

SITUAZIONE PRIMA DEL METODO

  • Avevo toccato uno stato di gioia e connessione totale, e l'avevo perso dopo un trauma.

  • Ho passato più di vent'anni a cercare la via del ritorno: reiki, naturopatia, riflessologia.

  • Ero arrivata da sola al corpo, persino ai piedi, ma mi mancava il metodo per lavorarci.

  • Mi ero richiusa: i loop mi dicevano "proteggiti".

  • Le emozioni bloccate tornavano sempre fuori, anche dopo averci lavorato.

  • Non raccontavo a nessuno la mia esperienza: pensavo che nessuno potesse credermi.

RISULTATI OTTENUTI GRAZIE AL METODO

  • Dopo vent'anni ho trovato quello che cercavo.

  • Riesco a sciogliere emozioni bloccate da chissà quando, e i ricordi che facevano male li lascio andare.

  • Sto ritrovando la felicità, non inseguendola, ma togliendo quello che la copriva.

  • Ho trovato una seconda famiglia negli incastri: persone con cui posso piangere, ridere, fidarmi.

  • So distinguere la chiave dal risultato: prima si sciolgono i loop, lo stato è la conseguenza.

  • Quando ho difficoltà, so dove guardare: nel corpo, non nella mente.

Come ha applicato il Metodo Magrin Silvana per ottenere questa trasformazione di successo?

  • Ha riconosciuto negli accenni di Andrea la sua stessa esperienza, e ha deciso di approfondire.

  • Ha comprato Non penso dunque amo e ha seguito la Lampada di Al Magrino.

  • Si è incastrata nel giro di un paio di settimane, facendo sessioni con persone anche sconosciute.

  • Ha insistito dove con le altre tecniche avrebbe mollato, perché sentiva che era la strada giusta.

  • Ha portato negli incastri anche i ricordi più vecchi e dolorosi, lasciandoli andare uno alla volta.

  • Nei prossimi 3/6 mesi il suo impegno è continuare a sciogliere ciò che la separa dallo stato che ha conosciuto, stavolta con una strada per tornarci.

CASI STUDIO

Potrebbe interessarti

Ha combattuto il fumo per mesi senza vincere… Poi ha smesso di combatterlo, e si è dimenticata di comprare il tabacco!

Il libro è rimasto chiuso in libreria per 7 anni… Quando l'ha aperto, ha sciolto la morsa che lo stringeva h24: La storia di Massimo.

Si erano rovinati dietro a un santone… Poi ha visto tornare a casa un marito diverso: La storia di Mariagrazia.

Andrea Magrin non è né un medico, né uno psicologo. E’ l’autore di questo sito e non dispensa consigli medici né prescrive l’uso di alcuna tecnica come forma di trattamento per problemi fisici e medici senza il parere di un medico o uno psicologo, direttamente o indirettamente. L’intento dell’autore è semplicemente quello di offrire informazioni di natura generale per aiutarti nella ricerca del benessere fisico, emotivo e spirituale. Nel caso in cui usassi le informazioni contenute in questo sito per te stesso, che è un tuo diritto, l’autore non si assume alcuna responsabilità delle tue azioni. In caso di dubbi, ti consiglio di consultare prima il tuo medico o il tuo psicologo. La metodologia “METODO MAGRIN” è una attività professionale svolta ai sensi della legge 4/2013