La storia di un project manager che aspettava il venerdì sera per respirare, e dello scettico che non si fidava del Metodo!
"Madonna, questo veramente funziona."
Quante volte hai pensato "non ne posso più", del lavoro, della routine, di quella vita che gira sempre uguale, e poi il lunedì mattina eri di nuovo lì, in macchina, bombardato dagli stessi pensieri? Ti dici che prima o poi cambierai. Intanto aspetti il venerdì sera. Lo spritz, la sagra, il weekend. E ricominci.
Ne sa qualcosa Mattia, di Scorzè, in provincia di Venezia. Project manager in un'azienda di informatica: il suo primo lavoro, e per quindici anni l'unico. L'azienda è cresciuta, le responsabilità pure, lo stress anche. E da un po' lui ci girava attorno all'idea di fare qualcos'altro, anche se non sapeva cosa. Sapeva solo una cosa: non ne poteva più.
Per non farsi schiacciare aveva provato parecchio: meditazione, mindfulness, oli essenziali, con cui faceva anche trattamenti alle persone. E funzionavano, a modo loro.
"Stavo bene, mi faceva qualcosa. Però c'è un però: era tutto provvisorio. Stavo bene in quel momento, e il giorno dopo di nuovo in macchina verso il lavoro, bom bom bom, bombardato come sempre."
È la trappola in cui quasi ci si arrende: pensare che quella sia la normalità. Poi un giorno gli arriva una mail dal Giardino dei Libri. Presentazione di un libro, promesse forti. La prima reazione è quella di ogni persona sana di mente: "Sarà il solito…"
Ma la curiosità vince, e Mattia si iscrive al webinar con lo spirito che poi si è rivelato la sua arma migliore: quello dello smentitore.
E qui succede la cosa che non si aspettava. In pochi minuti Andrea lo porta in quello stato che chiama Senzamente, uno stato che Mattia conosceva già, per averlo inseguito con le altre pratiche.
"Prima ci mettevo veramente un sacco di tempo per arrivarci, e durava qualche secondo. Con te è stato veloce, e sono riuscito a farlo perdurare per quasi tutto il webinar. Ho detto: no, qua bisogna che approfondisco sta roba, non mi è mai successa una cosa del genere."
Poi è arrivata la Lampada di Al Magrino, superata la sigla iniziale, che è fatta apposta per mandar via i tiepidi, e la conferma: sotto il personaggio c'era qualcosa di profondo. Andrea ripeteva una cosa che a uno scettico suona come una sfida: smentitemi, se non è vero quello che vi spiego. E Mattia ci ha provato davvero. Il problema degli scettici col Metodo è proprio questo: guardano. E l'atto di osservare è la chiave di tutto.
Guardi la sensazione per dimostrare che non va via… e la sensazione va via. Sei fregato.
Il resto è la parte concreta, quella che si misura. Uno dei suoi primi Voglio era lasciare il vecchio lavoro. Non è una firma su un foglio: quindici anni nella stessa azienda sono quasi una famiglia, e dall'altra parte c'è il vuoto, il "cosa ci sarà dopo?". Mattia ci ha lavorato portando l'attenzione al corpo, sui loop, là dove si sentono, tra pancia, petto e gola, e ha fatto quello che fino a poco prima era impensabile: ha dato le dimissioni.
"È stato proprio il momento in cui ho detto: Madonna, questo veramente funziona."
Ma il pezzo più interessante viene dopo, ed è la firma del Metodo. Aveva sei mesi di preavviso da passare in azienda. Invece di trascinarli col morale a terra, li ha trasformati in quello che chiama un autoincastro: sei mesi per lavorare, uno a uno, su tutto ciò che del lavoro lo faceva stare male. I clienti incazzati. I colleghi che davano fastidio. Le scadenze, la fretta. Risultato: negli ultimi mesi, lavorare lì non gli pesava quasi più. Il suo Voglio restava andarsene, ma se n'è andato leggero, non scappando.
Come dice lui: non più scappare da quello che succede, ma viverlo, sentirlo, scioglierlo. E poi abbandonarsi a quello che c'è dopo.

Lavoravo come project manager in un'azienda di informatica. Il mio primo lavoro: ci sono stato quindici anni. L'azienda è cresciuta, e con lei le responsabilità e lo stress. Era da un po' che giravo attorno all'idea di fare qualcos'altro, anche se non sapevo cosa. Non ne potevo più.
Per non stressarmi mi ero avvicinato a tecniche di meditazione, mindfulness, oli essenziali, facevo anche trattamenti alle persone. Stavo bene, però era tutto provvisorio: il giorno dopo ero di nuovo in macchina verso il lavoro, bombardato come sempre. E stavo là ad aspettare il venerdì sera, il weekend, lo spritz, le sagre.
Poi mi è arrivata una mail dal Giardino dei Libri: la presentazione di un libro di Andrea. Ho pensato "sarà il solito…", però ero incuriosito. Ho provato. E sono rimasto sbalordito, perché in un attimo mi ha fatto andare in quello stato che chiama Senzamente. Lo conoscevo già: ma prima ci mettevo un sacco di tempo per arrivarci e durava qualche secondo. Qui è stato veloce, ed è durato quasi tutto il webinar. Ho detto: qua bisogna che approfondisco.
Poi c'è stata la Lampada di Al Magrino. Ammetto che all'inizio, con quella sigla, ho detto "Madonna, cos'è sta roba qua?". Però ascoltando ho capito che c'era qualcosa di più profondo sotto. E mi piaceva che Andrea dicesse sempre: smentitevi, se non è vero quello che vi spiego. Io ho provato a smentirlo. Non ci sono riuscito.
Uno dei miei primi Voglio era lasciare il vecchio lavoro. E sono riuscito, cosa impensabile fino a prima, a dare le dimissioni. È stato il momento in cui ho detto: Madonna, questo veramente funziona.
Avevo sei mesi di preavviso, e li ho usati come un autoincastro: ho lavorato su tutto quello che del lavoro non mi piaceva. I clienti incazzati, i colleghi che mi davano fastidio, le scadenze, la fretta. Verso gli ultimi mesi lavorare non mi pesava quasi più. L'ho trasceso.
Da quando applico il Metodo sento un cambiamento profondo su come reagisco a quello che accade fuori: non è più scappare da quello che succede, ma viverlo, sentirlo, scioglierlo e abbandonarmi a quello che c'è dopo. Mi sono ricavato uno spazio in casa e trovo il tempo, la mattina o la sera. Non ci sono scuse: basta poco.
Da quindici anni ero nella stessa azienda e non ne potevo più, ma lasciarla era impensabile.
Vivevo aspettando il venerdì sera: spritz, sagre, weekend. Poi lunedì tutto ricominciava.
Meditazione, mindfulness e oli essenziali mi davano benessere, ma era tutto provvisorio.
Per arrivare a uno stato di calma ci mettevo un sacco di tempo, e durava qualche secondo.
Ero sfiduciato dalle mail e dalle promesse: pensavo "sarà il solito".
Quasi mi ero arreso all'idea che quella fosse la normalità.
Ho dato le dimissioni dopo quindici anni: era uno dei miei primi Voglio, ed era impensabile.
Ho trasformato sei mesi di preavviso in un autoincastro, sciogliendo uno a uno i loop del lavoro.
Entro nello stato Senzamente velocemente, e riesco a farlo durare.
Non scappo più da quello che accade: lo vivo, lo sento, lo sciolgo.
Non mi sento più impotente davanti ai pensieri che mi tartassavano la mente.
Ho uno spazio e un tempo miei per lavorare su di me, ogni giorno.
Ha accettato la sfida dello smentitore: ha provato a dimostrare che il Metodo non funzionava, osservando le sensazioni, e osservandole le ha viste sciogliersi.
Ha partecipato al webinar e alla Lampada di Al Magrino, andando oltre la prima impressione.
Ha lavorato sui loop del lavoro, clienti, colleghi, scadenze, uno a uno, nei sei mesi di preavviso.
Si è ricavato uno spazio in casa e un tempo fisso, la mattina o la sera, per applicare il Metodo.
Si è incastrato con altre persone del percorso invece di fare tutto da solo.
Nei prossimi 3/6 mesi il suo impegno è costruire il "qualcos'altro" per cui ha lasciato il vecchio lavoro, continuando a sciogliere ciò che emerge lungo la strada.
CASI STUDIO
Potrebbe interessarti

Il libro è rimasto chiuso in libreria per 7 anni… Quando l'ha aperto, ha sciolto la morsa che lo stringeva h24: La storia di Massimo.

Si erano rovinati dietro a un santone… Poi ha visto tornare a casa un marito diverso: La storia di Mariagrazia.

La storia di un cercatore veneto che ha provato di tutto per aiutare la sua famiglia, e che ha trovato la risposta nel metodo!
