CASO STUDIO DI: annibale

Il dolore alla mano non lo faceva dormire, ma poi ha applicato il metodo e…

La storia di un cercatore veneto che ha provato di tutto per aiutare la sua famiglia, e che ha trovato la risposta nel metodo!

Con gli altri corsi camminava sulle acque per una settimana, poi affondava. Col Metodo ha trovato il jolly che porta sempre in tasca: "Dove lo senti?"

Chi ha frequentato il mondo della crescita personale conosce il copione a memoria. Fai il corso, torni a casa che cammini sulle acque. Ti senti leggero, ti sembra di avere la vita in mano. Poi passa una settimana. Due, se ti va bene. E ti ritrovi con l'acqua alla gola, esattamente dov'eri prima, solo con qualche soldo in meno e una delusione in più sullo scaffale.

Quei corsi non sono tutti fumo, per carità. Ti danno lo stato. Quello che non ti danno è lo strumento: quando ricominci a sprofondare, non hai niente in mano.
Ne sa qualcosa Annibale, veneto, un uomo che di tecniche ne ha provate parecchie: chakra, pendolini, corsi di ogni tipo, persino i carboni ardenti. "Tutto meravigliosamente bello", dice lui, senza denigrare niente. Ma il motivo per cui cercava era serio: viene da una famiglia segnata da gravi lutti e malattie, e la moglie ancora oggi non sta tanto bene. Voleva un modo per far smettere di soffrire le persone che ama.

Poi, sul Giardino dei Libri, gli cade l'occhio su un titolo: Non penso dunque sono.

"A scuola mi avevano insegnato un po' il contrario. Ho detto: andiamo a vedere che cos'è questa storia qua."

Dal libro ha iniziato subito ad applicare quelli che all'inizio chiamava "i giochetti": senti il corpo, qui. E la cosa strana è che ha funzionato, soprattutto sui rapporti con le persone. Nel libro c'è scritto tutto, il punto è che bisogna applicarlo. Annibale l'ha fatto.

Dal vivo ci è andato con lo spirito giusto del veneto: per sgamare "sto maestro", vedere se era vero o se vendeva fumo. Già dopo il primo evento tornava a casa camminando sulle acque, come con gli altri corsi. Con una differenza enorme. Quando il livello dell'acqua ricominciava a salire, stavolta aveva un jolly da giocare: dove lo senti?

Perché è questo che il Metodo insegna. Quello che ti fa stare male non è il pensiero in sé: è il loop, il circuito tra un pensiero e una sensazione fisica, tra pancia, petto e gola, che si auto-rinforza ogni volta che ci ripensi. Le tecniche complesse ti chiedono anni di studio e di impegno. Portare l'attenzione al corpo no: lo fai lì, nel momento in cui serve. E quando la sensazione si scioglie, quello che resta è lo stato Senzamente, la mente che finalmente tace.

Poi è arrivata la prova che Annibale non si aspettava. Una mano che lo torturava, dolori che non lo lasciavano dormire la notte. Ci ha lavorato col Metodo: dove lo senti? Aumenta, aumenta, aumenta… non c'è più. Un mese o due dopo, peggio ancora: le dita non si aprivano più, dolori bestiali, la paura di non poter più andare in moto. Annibale ha fatto la cosa giusta, è andato dal dottore, prima di tutto. E intanto si è detto: proviamo di nuovo col vecchio metodo. Ha portato l'attenzione lì, dentro la sensazione. E anche stavolta, lasciandola andare, si è liberato.

Su questo Andrea è categorico, e vale la pena ripeterlo: se hai un problema fisico, vai sempre prima da una figura competente. Il Metodo non sostituisce il medico. Ti insegna una cosa diversa: a non essere più in balia di quello che senti.

Oggi Annibale è in Academy e continua il percorso per il motivo per cui aveva iniziato: aiutare gli altri. Ma con una consapevolezza nuova, non si parte dagli altri, si parte da sé. Prima sciogli i tuoi loop, poi puoi davvero dare una mano. E quando gli amici gli chiedono cosa sia questo Metodo, lui non deve vendere niente: "Ti ricordi come ero? Hai visto adesso?" Il cambiamento lo vedono con i loro occhi. Ha funzionato così anche con sua moglie.

La mia storia

Ho conosciuto il Metodo con il primo libro, Non penso dunque sono, comprato sul Giardino dei Libri. Mi ha incuriosito proprio la scritta: a scuola mi avevano insegnato un po' il contrario. Ho detto: andiamo a vedere che cos'è questa storia.

Cercavo perché volevo aiutare le persone. Vengo da una famiglia che ha avuto gravi lutti e malattie, e anche adesso mia moglie non sta tanto bene. Ho fatto la corsa un po' di tutti: chakra, pendolini e tutto quanto. Tutto meravigliosamente bello, vorrei dirlo senza denigrare niente. Ma se senza studiare vent'anni posso risolvere i problemi, meglio per me. Dal libro ho provato subito a fare quelli che all'inizio chiamavo "i giochetti": senti il corpo, qui.

Ho provato di tutto nella vita, proviamo anche questo. Ed è andata alla grande, soprattutto per i rapporti con le persone. Nel libro c'è scritto tutto. Solo che bisogna applicarlo. Poi sono andato dal vivo, per vederlo sto maestro, per sgamarlo. E già dal primo evento andavo a casa che camminavo sulle acque. Con gli altri corsi era uguale: cammini sulle acque, e dopo una settimana hai già l'acqua alla gola. Qui invece, se facevo un cicinin di sprofondare, avevo il jolly del Metodo: dove lo senti?

Avevo questa mano che mi torturava, non riuscivo a dormire la notte. Ci ho lavorato col Metodo: dove lo senti? Aumenta, aumenta, aumenta. Non c'è più. È vero: non c'è più. Un mese o due dopo, peggio ancora: non mi si aprivano più le dita, dolori bestiali, avevo paura di non poter più andare in moto, tutto bloccato. Sono andato dal dottore. E intanto mi son detto: mi era passata quella volta là, proviamo di nuovo col vecchio metodo. Ed è andata.

Adesso voglio aiutare le persone che conosco che non stanno bene. Ma ho capito che si comincia da sé stessi: quando hai ottenuto risultati veri e concreti, allora puoi aiutare gli altri. E ai miei amici non devo vendere fumo. Gli dico: ti ricordi come ero? Hai visto adesso? Il cambiamento lo vedono con i loro occhi. Come ha fatto mia moglie.

SITUAZIONE PRIMA DEL METODO

  • Credevo che per stare bene servissero anni di studio e tecniche complesse.

  • Provavo di tutto, chakra, pendolini, corsi, per aiutare la mia famiglia segnata da lutti e malattie.

  • Dopo ogni corso camminavo sulle acque per una settimana, poi crollava tutto.

  • Avevo un dolore alla mano che mi torturava e non mi faceva dormire la notte.

  • Quando ricominciavo a sprofondare non avevo nessuno strumento in mano.

RISULTATI OTTENUTI GRAZIE AL METODO

  • Ho sempre un jolly in tasca: quando qualcosa non va, mi chiedo "dove lo senti?" e ci lavoro subito.

  • Ho sciolto il dolore che non mi lasciava dormire, ed è successo due volte.

  • I rapporti con le persone sono la prima cosa che si è sistemata.

  • Mia moglie ha visto il mio cambiamento e ha iniziato anche lei.

  • Non devo convincere nessuno: gli amici vedono con i loro occhi come sono adesso.

  • Sto imparando ad aiutare gli altri partendo da me stesso.

Come ha applicato il Metodo Magrin Annibale per ottenere questa trasformazione di successo?

  • Ha letto Non penso dunque sono e ha iniziato ad applicare da solo "i giochetti" del corpo, senza aspettare il momento perfetto.

  • È andato agli eventi dal vivo per verificare di persona, da buon veneto, per "sgamare" Andrea, ed è rimasto.

  • Ha usato la domanda "dove lo senti?" sul dolore alla mano, facendosi comunque seguire dal medico.

  • Ha continuato il percorso fino all'Academy, con l'obiettivo di lavorare prima su di sé per poi aiutare gli altri.

  • Nei prossimi 3/6 mesi il suo impegno è affinare l'attivazione del corpo per portare il Metodo alle persone che ama.

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