La storia di una mamma che aveva provato tutto, tra India, Osho, percorsi religiosi, e che ha trovato la strada nella “tecnica dei piedi”!
"Com'è che la cosa che desideravo di più non mi rende felice?"
"Quando avrò, sarò felice."
Ce lo ripetiamo tutti, in mille versioni. Quando avrò quel lavoro. Quando avrò la casa. Quando avrò una famiglia. E poi, ogni tanto, la vita ti fa il regalo completo: il desiderio si realizza davvero. Ed è lì che scopri la cosa che nessuno ti aveva detto, la felicità non era inclusa nel pacchetto. Ne sa qualcosa Annalisa, mamma di due gemellini di cinque anni.
Avere bambini era il desiderio enorme della sua vita, e si era realizzato. Eppure qualcosa non tornava.
"Mancava la gioia. Facevo fatica a relazionarmi coi bambini, col lavoro, a tenere in piedi tutto quanto. Mi dicevo: com'è che la cosa che desideravo non mi rende così felice?"
Non era una che partiva da zero, Annalisa. Era una ricercatrice di lungo corso: è stata in India tante volte, ha letto i libri di Osho, ha fatto percorsi religiosi e di crescita di ogni tipo. Un bagaglio che lei stessa non rinnega:
"tutto mi è servito per arrivare qui"
Ma il problema restava, e con due gemelli piccoli e lo stress alle stelle era persino tornato il fumo, una decina di sigarette al giorno.
Poi, a gennaio 2025, vede un post su Facebook di Andrea Magrin. Prima reazione? Non buona.
E il pensiero che ha fatto sorridere mezza Academy:
"Se approdo a questa tecnica, significa che per me è proprio l'ultima spiaggia."
Ha iniziato quasi per gioco, da sola, persino coi suoi bimbi. Poi un piccolo pacchetto da 49 euro, il videocorso base. E la chiamata della tutor, Mabel, una di quelle figure che Annalisa oggi chiama "angeli custodi".
A lei l'ha detto in faccia: "Guarda, non sono per niente convinta. Però le ho provate tutte: provo anche questo."
Ecco il punto interessante: non serviva la fede. Annalisa si è iscritta al SAP da sfiduciata, e la sera ascoltava i webinar con le cuffiette, la notte. Lavoro, soldi, relazioni, autostima: la vita guardata da tutte le sfaccettature.
E piano piano è successa la cosa che non le era mai successa in vent'anni di ricerca: ha iniziato a sentire il corpo. "Io non ero una che sentiva il corpo. Non lo percepivo più di tanto."
Perché è lì che il Metodo si distingue da tutto il resto che aveva provato. Non chiede ore di meditazione o di preghiera ,"non sono in grado di fermarmi in preghiera per ore, ore, ore" chiede di portare l'attenzione al corpo.
L'attivazione si fa in due minuti, e da lì si entra nello stato Senzamente. Quando un pensiero fa male, non lo analizzi: vai a cercare dove vive, la sensazione tra pancia, petto e gola, la osservi
mentre cambia e la lasci andare.
Il loop si scioglie lì, non in testa.
E poi c'è la storia del fumo, che merita di essere raccontata per com'è andata.
Annalisa ascolta l'intervista di Andrea ad Aldo, un altro caso studio, e sente una frase che le si pianta dentro: il fumo serve a schiacciare, a coprire, a comprimere un dolore.
"E io ho detto: ma scusa, sono qui, mi sono iscritta a questo percorso per superarlo, questo dolore.
Per sentirlo fino in fondo. Non ha senso che ci metto il fumo sopra."
In un giorno ha smesso. Un giorno. Dopo anni di tentativi con l'agopuntura e le tecniche sui punti nevralgici, che qualcosa facevano ma non toccavano la radice.
Da un anno e mezzo non fuma.
E la parte più notevole è il perché: non per disciplina, ma perché ha scelto di sentire quello che il fumo copriva. "La sofferenza, le paure, l'ansia che sento in diverse occasioni del vivere… la voglio sentire. Non voglio perdere l'occasione di sentire."
Oggi Annalisa è in Academy da un anno e mezzo, iscritta come aspirante Changemaker.
Dalla signora che pensava "questo qua non mi convince manco per niente" alla donna che, se dovesse tramandare il Metodo sul letto di morte, lo riassumerebbe così: "È una strada per essere felici.
Con grande semplicità, ma costanza, ti permette davvero di liberarti."

Ho visto un post su Facebook di Andrea a gennaio 2025, e ho iniziato quasi per gioco ad applicare questo metodo. La prima reazione quando l'ho visto? Non buona. Ho pensato: se approdo a questa tecnica, significa che per me è proprio l'ultima spiaggia.
Io le avevo provate tutte. Sono andata in India tante volte, ho letto tanti libri di Osho, ho fatto percorsi religiosi, percorsi di crescita. Tutto mi è servito per arrivare qui, questo lo dico. Ma il problema restava. Cinque anni fa avevo realizzato il desiderio enorme della mia vita: avere bambini. Sono arrivati due bellissimi gemellini. Però mancava la gioia.
Facevo fatica a relazionarmi coi bambini, col lavoro, a tenere in piedi tutto quanto. E per lo stress avevo ricominciato a fumare, una decina di sigarette al giorno.
Ho comprato un piccolo pacchetto da 49 euro, un videocorso per capire che cos'è il Metodo. Poi mi ha chiamato la mia tutor, Mabel. Le ho detto: guarda, non sono per niente convinta. Però visto che tu mi stai trasferendo una fiducia in questo metodo, le ho provate tutte, provo anche questo programma.
E ho preso il SAP.
Da quel momento ho iniziato la sera ad ascoltare i webinar con le cuffiette, la notte. Non ero tanto fiduciosa, però ho iniziato a guardare tutte le sfaccettature: il lavoro, l'abbondanza legata ai soldi, le relazioni, l'autostima, la comunicazione.
E soprattutto ho iniziato a sentire di più il corpo, io non ero una che sentiva il corpo, non lo percepivo più di tanto.
Questa tecnica mi ha ingaggiata tanto perché è molto semplice. Io non sono in grado di fermarmi in preghiera o in meditazione per ore. Qui l'attivazione in due minuti la fai, e subito sei nel Senzamente.
Poi ho ascoltato l'intervista ad Aldo, e mi ha colpito una cosa: che il fumo serve per schiacciare, per coprire, per comprimere un dolore. E io ho detto: ma sono qui, mi sono iscritta a questo percorso per superarlo, questo dolore. Per sentirlo fino in fondo. Non ha senso che ci metto il fumo sopra. In un giorno, bam, mi sono tolta il fumo. Non mi era mai successo avevo smesso diverse volte con l'agopuntura e tecniche simili, ma tornavo sempre.
È un anno e mezzo che non fumo.
E tutta la sofferenza, le paure, l'ansia che sento in diverse occasioni del vivere… adesso le voglio sentire. Non voglio mancare l'occasione di sentire.
Adesso sono in Academy, iscritta come aspirante Changemaker. E se dovessi dire cos'è il Metodo in poche parole: è una strada per essere felici. Una strada che con grande semplicità, ma costanza, ti permette davvero di liberarti.
Avevo realizzato il mio desiderio più grande, due gemellini, ma la gioia non arrivava.
Facevo fatica a relazionarmi coi bambini, col lavoro, a tenere in piedi tutto.
Per lo stress avevo ricominciato a fumare, una decina di sigarette al giorno.
Avevo provato di tutto: India, Osho, percorsi religiosi e di crescita. Il problema restava.
Non sentivo il corpo: non lo percepivo più di tanto.
Credevo che "quando avrò, sarò felice" e intanto la felicità non arrivava mai.
Ho smesso di fumare in un giorno, dopo anni di tentativi falliti. Non fumo da un anno e mezzo.
Ho iniziato a sentire il corpo, cosa che non mi era mai riuscita in vent'anni di ricerca.
Faccio l'attivazione in due minuti e entro nello stato Senzamente.
Non scappo più da quello che sento: la sofferenza e le paure le voglio sentire, per scioglierle.
Ho ritrovato la gioia nel rapporto coi miei bambini e nella vita di tutti i giorni.
Sono in Academy come aspirante Changemaker: da "ultima spiaggia" a strada di vita.
Ha iniziato per gioco da un post su Facebook, applicando il Metodo da sola e persino coi suoi bimbi.
Ha comprato il videocorso base da 49 euro e si è fatta accompagnare dalla sua tutor, pur dichiarandosi "per niente convinta".
Si è iscritta al SAP e ha ascoltato i webinar ogni sera con le cuffiette, anche da sfiduciata.
Ha usato l'insight sul fumo: "copre un dolore che sono qui per sentire", per toglierselo in un giorno.
Ha continuato fino all'Academy e alla candidatura come Changemaker.
Nei prossimi 3/6 mesi il suo impegno è proseguire il percorso Changemaker e portare la gioia che ha ritrovato dentro casa, coi suoi gemellini.
CASI STUDIO
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