La monogamia è innaturale, il matrimonio è la causa dei problemi.

Non sono mai stato un gran lettore, tutta la mia esperienza arriva dalla pratica e dal lavoro su di me. Solo recentemente ho iniziato a leggere molto di più per diletto essenzialmente e sempre di più mi accorgo di quanto tutto sia così estremamente semplice nel momento in cui non hai più a che fare con la morsa infernale dei loop.

Poi, leggere questo scritto che esprime tutto ciò che sento naturalmente sorgere è qualcosa di meraviglioso.

Lo dono anche a te affinché possa illuminare ancora di più il sentiero che stai percorrendo.
Andrea

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Una delle cose più significative nella vita di un uomo è il rapporto d’amore. La nascita non sta a te deciderla, e neppure la morte, e queste sono le uniche grandi cose della vita: nascita, amore e morte. Solo l’amore è nelle tue mani, solo l’amore ti dà la libertà e la dignità di essere un uomo; altrimenti, nascita e morte avvengono proprio come per qualsiasi altro animale o qualsiasi albero. L’amore dovrebbe essere tenuto il più puro e incontaminato possibile.

Tu mi chiedi: “Il concetto di anime gemelle è più utile del matrimonio?”.

I concetti non hanno importanza. L’importante è la tua comprensione. Puoi cambiare la parola matrimonio con le parole anime gemelle, ma tu resti lo stesso. Con le anime gemelle tu riuscirai a produrre lo stesso inferno che hai costruito col matrimonio – non è cambiato niente, solo le parole, solo l’etichetta. Non ti fidare troppo delle etichette. Perché è fallito il matrimonio? Innanzitutto lo abbiamo innalzato a livelli innaturali. Abbiamo cercato di farne qualcosa di permanente, di sacro, senza conoscere neppure l’ABC della sacralità, senza sapere niente dell’eterno. Le nostre intenzioni erano buone, ma la nostra comprensione era limitata, praticamente inesistente. Così il matrimonio, invece di diventare un paradiso, è diventato un inferno. Invece di diventare sacro, è caduto più in basso del profano. E questa è stata la stupidità dell’uomo – stupidità antichissima: ogni volta che l’uomo si trova in difficoltà, cambia le parole.

Puoi cambiare la parola matrimonio con le parole anime gemelle, ma in questo modo non cambi te stesso. E il problema sei tu, non le parole; qualsiasi parola va bene. Una rosa è una rosa è una rosa… puoi darle qualsiasi nome. E tu stai chiedendo di cambiare il concetto, non di cambiare te stesso.

Il matrimonio è fallito, perché tu non riuscivi a elevarti allo standard che ti aspettavi dal matrimonio, dal concetto di matrimonio. Tu eri brutale, barbaro, pieno di gelosie, pieno di lussuria; tu non avevi mai conosciuto cosa è veramente l’amore. Nel nome dell’amore, hai tentato tutto quello che è proprio l’opposto dell’amore; possessività, dominio, potere.

Il matrimonio è diventato un campo di battaglia, dove due persone lottano per la supremazia. Naturalmente l’uomo ha i suoi modi: grossolani e più primitivi. La donna ha i suoi: femminili, più delicati, un po’ più civili, più pacati.

Ma la situazione è la stessa.

Ora gli psicologi parlano del matrimonio come di un’inimicizia intima. Ed è proprio così. Due nemici che vivono insieme facendo finta di essere innamorati; con uno che aspetta che sia l’altro a dare amore – e la stessa cosa si aspetta anche l’altro. Nessuno è pronto a dare – nessuno ha qualcosa da dare. Come puoi dare amore se non ce l’hai?

E quando senti che non ti sta arrivando amore… e tutti e due sentite la stessa cosa: una grande frustrazione, cioè, e l’idea, il sospetto che forse l’altro ti ha ingannato. Prima del matrimonio entrambi usavate belle parole, dolci e senza significato; tutti e due vi presentavate al meglio, per attrarre l’altro, per catturarlo. E una volta sposati – la legge è entrata a far parte della storia, la società vi ha concesso la libertà di vivere insieme – presto la luna di miele finisce. Finisce anche prima di tornare dal viaggio di nozze… è finito tutto perché vi siete conosciuti completamente nella vostra totalità, che è brutta.

La facciata, la maschera, che portavate prima del matrimonio, è scivolata via. Non potete portarla per ventiquattro ore. Quando vivi con qualcuno, devi abbandonare le ipocrisie ed essere quello che sei, sapendo che non sei chi fingi di essere. La stessa cosa è vera anche per l’altro. E allora diventa una lotta per possedere la donna, per possedere l’uomo.

L’unico sintomo significativo dell’Amore è che non vuole mai possedere: al contrario,
dà libertà. È contento della felicità dell’altro.
Non implora; non è un mendicante.
È un imperatore.
Dà e dà incondizionatamente.

Ma nella vita reale, ciò che facciamo da secoli è chiedere all’altro di dare; e anche l’altro chiede a noi. E siamo entrambi dei mendicanti, le nostre ciotole sono vuote; non abbiamo niente da dare. Diventa una lotta, una guerra.

Puoi cambiare il concetto di matrimonio con quello di anime gemelle, ma a te cosa succede? Cosa avviene a quelli che diventano anime gemelle? Se sono le stesse persone che sarebbero diventate una coppia nel matrimonio, non cambia niente.

Il mio suggerimento è che non c’è bisogno né di matrimonio, né di anime gemelle – la semplice amicizia è sufficiente. Non sai proprio nulla dell’anima, come puoi diventare un’anima gemella?

Se soltanto riusciste a comportarvi reciprocamente da amici, questo sarebbe più di quanto ci si possa aspettare dall’uomo attuale. Se poteste capire l’uno le fragilità dell’altro, le debolezze dell’altro, anche questo sarebbe più di quanto ci si aspetta. Se poteste lasciar perdere le vecchie superstizioni: che una volta che un uomo – o una donna – ti ama, deve amarti per sempre…

L’amore è molto fragile. È proprio come un fiore; bello, ma molto delicato. Al mattino sboccia, entro sera è appassito, i suoi petali ormai caduti. Quello che al mattino era bellezza, alla sera è diventato una tomba. La vita è un fenomeno che cambia, cambia continuamente. Quando dico che è necessaria una grande comprensione, significa che deve essere abbandonata la vecchia idea della relazione permanente, con qualunque concetto la si esprima. Dovete vivere momento per momento, dovete vivere ogni momento come se fosse l’ultimo. Così non sprecatelo in polemiche, continui rimproveri o litigi. Forse il prossimo momento non arriverà, neppure per chiedere scusa. Sarmad, un mistico, diceva ogni sera ai suoi discepoli: “Dormiremo per l’ultima volta. Vi prego perdonatemi. Come maestro posso essere stato duro con voi. Ho dovuto farlo, perché vi amavo e volevo che avvenisse la vostra trasformazione. Poiché non so se mi sveglierò domani mattina, allora vi chiedo perdono.” Ogni sera andava a letto come se fosse l’ultima notte – e un giorno sarà vero, una notte sarà l’ultima e non vi sveglierete mai più. E ogni mattina si svegliava come se fosse un nuovo inizio; aveva accettato la morte la sera prima e ora questa era una rinascita. Ne era profondamente grato all’esistenza: un giorno in più di vita, un giorno in più di sole, di vento, di alberi, di uccelli, un giorno in più di amici, un giorno in più di amore. Ma non più di tanto.

La sola idea di avere una relazione permanente, per tutta la vita, ti aiuta a posporre quello che è essenziale e a continuare a fare cose che, non solo sono non essenziali, ma sono anche idiote.
Le persone litigano per cose così infime, che loro stesse, nei momenti di maggiore sanità, ne ridono. Ho sentito di una coppia che si stava sposando nell’ufficio governativo dell’Ufficiale di Stato Civile. L’uomo firmò – la donna aveva firmato prima di lui. Non appena vide la firma dell’uomo, immediatamente disse all’impiegato: “Voglio divorziare.” L’impiegato chiese: “Che succede? Vi state sposando, hai appena firmato i documenti del matrimonio.” E lei disse: “Sì, ho firmato, ma le cose iniziano già ad andare storte. Basta che guardi il documento: io ho firmato in caratteri piccoli e lui ha firmato in caratteri enormi, proprio per farmi vedere chi è lui. Questo è l’inizio di problemi grossi – non voglio affrontarli.” La scrittura in lettere più grandi già dichiarava la supremazia, la superiorità dell’uomo.

Tu vuoi cambiare le parole – io vorrei cambiare la tua consapevolezza.

L’idea di una relazione permanente era sbagliata, ma vi è stata imposta dai poeti, dai preti, da tutti.
E io non sto dicendo che due persone non possono vivere in profonda amicizia per tutta la vita. Possono farlo, ma non dovrebbe essere un condizionamento, ma un semplice fiorire dell’amicizia, libero.
In qualsiasi momento uno dei partner può dire: “Sono grato per tutti i bei momenti che mi hai dato, ma ora i nostri sentieri si dividono. Con tristezza… ma ti ricorderò sempre. Non voglio che la vita con te diventi un inferno. Così si distruggerebbe tutto ciò che è stato bello, ne distruggeremmo perfino il ricordo. Una semplice amicizia sarà sufficiente.”[…] Non c’è nessun bisogno di chiamarlo matrimonio, anime gemelle o chissà quali paroloni… solo aria fritta!
Usa parole semplici. Ti senti amichevole con una persona e provi gioia a essere con lei. La cosa funziona, finché ti dà gioia. Quando cominciano i problemi, vi potete separare.

Il matrimonio ha creato così tante brutture nel mondo che neppure vi potete immaginare.

Primo, ha causato una riproduzione puramente casuale, non basata sulla comprensione o su un approccio scientifico; ma proprio come gli animali, spinti dalla forza, dalla cieca forza della biologia; potremmo avere altrimenti così tante belle persone intorno a noi. E il mondo non si basa solo sulla bellezza della luna e delle stelle: un essere umano bello – fisicamente, mentalmente, spiritualmente è la sua bellezza più grande.

Le conseguenze del matrimonio sono state le più strane. Tutte le religioni sono contro la prostituzione, ma questa è una conseguenza del matrimonio. Infatti le prostitute sono una misura di sicurezza per la sopravvivenza del matrimonio, perché, per natura, né l’uomo, né la donna sono monogami.
La monogamia è una specie di schiavitù, di prigione. Perché dovresti essere così unidimensionale, quando la vita ti ha dato tutte le opportunità della multidimensionalità? Nessuno può dire se domani incontrerai una donna e te ne innamorerai.

La società, in modo subdolo, approva le prostitute.

È un sistema per gli uomini, quando si stancano delle loro mogli. E anche le mogli, nei secoli, hanno accettato l’esistenza delle prostitute, perché sanno che la prostituta è solo una comodità, non è una rivale. Il marito può andare là per un giorno, questo è tutto. È più preoccupante quando il marito si innamora di una donna; allora c’è competizione.

Con la prostituta la competizione non c’è.

Una volta le prostitute andavano nelle case dei ricchi, per danzare e dare piacere ai signori, ed era accettato. La moglie non ne era affatto disturbata, perché la prostituta è una donna comprata, domani andrà via. Non sarà per lei un problema costante, ma la donna era completamente confinata nella monogamia. È solo ora, a causa del movimento di liberazione della donna in Europa e in America,
che si sono resi disponibili dei prostituti maschi.

Ora le donne possono avere le stesse opportunità delle quali gli uomini hanno goduto per migliaia di anni.

È strano e brutto, ma poiché stiamo andando contro natura, dobbiamo trovare qualche modo per soddisfare la natura.

La poligamia è la natura, sia dell’uomo che della donna, perché la poligamia è multidimensionale,
è una libertà. Se oggi amo qualcuno e domani incontro chi mi va meglio, perché me lo dovrei proibire?
Se domani incontro chi è più armonia con me, perché me lo dovrei impedire e restare in schiavitù?
E, naturalmente, in questa schiavitù soffrirò e sarà una tortura, e mi vendicherò sulla povera donna,
che non mi ha fatto niente.

Allora, per prima cosa bisogna abbandonare la vecchia superstizione che l’amore è monogamo – non è vero. Ci sono tutte le prove del contrario.

In secondo luogo, il vecchio pregiudizio che l’amore deve essere eterno, che solo allora
è vero Amore, è assolutamente sbagliato.

Se una rosa non dura per sempre, dite forse che per questo è meno reale?

E se siete tanto interessati alla durata… allora usate fiori di plastica, non vere rose. Quei fiori di plastica non muoiono mai perché non hanno alcuna vita, perché sono già morti.

L’Amore è un fenomeno molto vivo.

Infatti la vita raggiunge il suo massimo nell’Amore.

Per cui è molto probabile che quello che oggi dà infinita beatitudine, domani non ci sia più.
È una brezza che viene e che va. Dobbiamo accettare la natura così com’è. Creare delle cose innaturali vuol dire solo creare delle perversioni.

Osho
The New Dawn

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4 Comments

  • Cesare

    Reply Reply 28 agosto 2017

    Data la tua provenienza da un ambiente fortemente cattolico, potresti dire quale è stata la considerazione o l’esperienza decisiva che ti ha portato a questa tua attuale modalità di vedere le cose?
    Ciao

    • Andrea Magrin

      Reply Reply 28 agosto 2017

      L’esperienza è quella di togliere i loop legati alla coppia. Una volta che togli i loop, senza nessun giudizio, diventa tutto chiaro e semplice.
      La mia cmq non è la verità. E’ ciò che sento.

  • Fabio Stolfa

    Reply Reply 29 luglio 2017

    Religioni a parte, io rivedrei il concetto di sacralità. La vita è sacra e noi ne facciamo parte, seppure senza averlo chiesto.
    Quindi noi stessi siamo sacri perché parte della vita. Allora vale la pena rendere sacro tutto ciò che pensiamo, facciamo, amiamo.
    La vita di coppia è sacra perché sono due sacralità che si uniscono in virtù dell’amore, sacrosanto pure lui.
    E i figli cui diamo la vita sono il frutto di questo insieme splendido di sacralità.
    La poligamia, come ha detto in qualche modo Lucia, non solo può essere male interpretabile, ma distrugge, frammenta tutto quanto sopra detto. Niente più amore sacro, perché prendi e molla non ha la dimensione dell’amore e non rispecchia l’infinito di cui siamo parte, ma è una serie di infruttuosi fuochi d’artificio che, dopo uno splendido botto, si spengono in un attimo.
    E cosa possiamo costruirci sopra? Una comunità domestica (o famiglia!) con dei figli cui insegnate la sacralità dell’amore e della vita?? Penso proprio di no.
    Il “tu” che ho dinanzi non è un paio di scarpe che cambio di giorno in giorno a seconda del colore dei pantaloni; è una vita, sacra in quanto tale, con cui condivido la sacralità dell’amore.
    Non svendiamo così stupidamente quei pochi veri valori che riempiono di senso il nostro essere; già sono troppo svalutati!

    • Andrea Magrin

      Reply Reply 29 luglio 2017

      MMM.. meglio che non vieni ad un mio corso o si frantumeranno tutte queste credenze alla velocità della luce.

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